Favoloso Calvino. La cartografia nell'immaginario dello scrittore

Favoloso Calvino. La cartografia nell'immaginario dello scrittore

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Fino al 4 febbraio, le Scuderie del Quirinale ospitano Favoloso Calvino. Il mondo come opera d’arte, la mostra dedicata allo scrittore Italo Calvino in occasione del centenario della sua nascita. 

Grazie al prestito di oltre 400 opere, la mostra propone un percorso cronologico, attraverso un parallelo con le sue opere narrative più famose, teso a scandagliare la vita e l’immaginario dello scrittore, di cui viene restituito lo sguardo sospeso tra reale e favoloso. 

Nel corso della sua attività, lo scrittore ha esplorato diverse tematiche, instaurando un particolare legame con la cartografia, cui la mostra dedica una sezione. 

Per Calvino, “La necessità di comprendere in un’immagine la dimensione del tempo insieme a quella dello spazio è alle origini della cartografia”.

Ancora, a proposito della carta geografica, così scrive nella raccolta di saggi Collezione di sabbia

“La forma più semplice di carta geografica non è quella che attualmente sembra la più naturale, cioè la carta che rappresenta la superficie del suolo come se fosse vista dallo sguardo di un extraterrestre. La prima necessità di fissare i luoghi su una mappa è legata al viaggio: è il memorandum della successione delle tappe, il tracciato di un itinerario [...]”.

La carta geografica è concepita in termini di un itinerario lungo lo spazio e nel tempo, il frutto di un viaggio che si srotola pian piano, un passo dopo l’altro, collezionando sguardi, dettagli, sentieri, diverse prospettive.

La cartografia rappresenta dunque il mezzo che l’uomo utilizza per conoscere l’inesplorato, non solo in senso geografico, ma anche psico-analitico, consci che, se da una parte si può conoscere la superficie delle cose, dall'altra, la superficie delle cose è inesauribile.

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